Francesco Graci - anima cerca anima
Francesco Graci - anima cerca anima
Questo servizio non è attualmente disponibile,
ci scusiamo per l'inconveniente.
Abbinalo a una cornice
Le opzioni di cornici sono solo a scopo illustrativo.
STILE DELLA CORNICE
DIMENSIONE DEL PASSEPARTOUT
COSTRUENDO LA TUA ESPERIENZA
powered by Blankwall
Fai qualche passo indietro e lascia che la tua fotocamera veda più scena.
powered by Blankwall
Questa esperienza è stata utile?
ANNO: 2025
TECNICA: OLIO E ACRILICO SU TELA
DIMENSIONI: 80X70
In questa tela avvolta da stelle e silenzi cosmici, si posa il respiro di un amore
primordiale: una madre, dea della notte e della tenerezza, stringe al petto il suo
bambino come a volerlo proteggere dall’immensità dell’universo. I loro volti, scolpiti in
delicate sfumature di grigio, sembrano emergere da un sogno antico, dove il tempo si
ferma e la vita si rinnova nel gesto più semplice e sacro: un abbraccio. I capelli della
madre si fondono col firmamento, come radici che danzano tra galassie, mentre il
piccolo dorme avvolto in un manto rosso, simbolo di sangue, amore e rinascita. In
quella stoffa ardente si raccoglie l’eco di tutte le culle del mondo, il calore della terra e
il battito dell’eterno femminino.
Lo sfondo, un vortice celeste tra il verde della speranza e l’azzurro dell’infinito,
incornicia la scena come se l’universo stesso si fosse chinato in silenziosa
contemplazione. È un canto muto alla maternità, alla vita che germoglia anche nei
luoghi più vasti e misteriosi. Una preghiera senza parole, che pulsa in ogni sguardo e si
spegne dolcemente nel sonno sereno del figlio, custode di un futuro ancora da
sognare.
Questa non è solo un’immagine: è un respiro. È l’origine. È il cuore del cosmo che batte
nel petto di una madre.
Impossibile caricare la disponibilità di ritiro
ANNO: 2025
TECNICA: OLIO E ACRILICO SU TELA
DIMENSIONI: 80X70
In questa tela avvolta da stelle e silenzi cosmici, si posa il respiro di un amore
primordiale: una madre, dea della notte e della tenerezza, stringe al petto il suo
bambino come a volerlo proteggere dall’immensità dell’universo. I loro volti, scolpiti in
delicate sfumature di grigio, sembrano emergere da un sogno antico, dove il tempo si
ferma e la vita si rinnova nel gesto più semplice e sacro: un abbraccio. I capelli della
madre si fondono col firmamento, come radici che danzano tra galassie, mentre il
piccolo dorme avvolto in un manto rosso, simbolo di sangue, amore e rinascita. In
quella stoffa ardente si raccoglie l’eco di tutte le culle del mondo, il calore della terra e
il battito dell’eterno femminino.
Lo sfondo, un vortice celeste tra il verde della speranza e l’azzurro dell’infinito,
incornicia la scena come se l’universo stesso si fosse chinato in silenziosa
contemplazione. È un canto muto alla maternità, alla vita che germoglia anche nei
luoghi più vasti e misteriosi. Una preghiera senza parole, che pulsa in ogni sguardo e si
spegne dolcemente nel sonno sereno del figlio, custode di un futuro ancora da
sognare.
Questa non è solo un’immagine: è un respiro. È l’origine. È il cuore del cosmo che batte
nel petto di una madre.
