NELLO MORETTI ALLA GALLERIA BABUINO - 7 MAGGIO 1979
ivano incittiShare
AGES 7 Maggio 1979
II “PICCOLO MON MODERNO” IN UN GRANDE SALOTTO “ANTICO”
– Roma (Ages) – ci siamo andati anche noi – e per la prima volte – cortesemente Invitati, nel famoso salotto del famosissimo Renato Morazzani – magnifico rettore di quella Università dello spetteolo, nelle quali bisogna necessartamente accedere per poter realizzare i sogni di gloria in celluloide e sul palcoscenico, si sia indigeni o internazionali. Renato Morazzani, in verità non fa economia, nè di gloria e di onore. Alle “Sorelle Bandiera”, ieri sera, di gloria e di onore ne ha dato tanta e tanto più di guanto gli storici moderni non ne conferiscano ai Patrioti Attilio ed Emilio, eroicamente caduti nel Vallone di Rovito.
Il sacrificio degli Eroi antichi è valso almeno a dare onore e gloria alle “eroine” dei nostri giorni.
Nunzio Filocamo ha ceduto il posto alla voce “raffreddata” di Nando Pucci Negri che ha presentato la serata al gala, tutta dedicata alle “sorelle Bandiera”, a Rosa Fumetto e a Leo Gullotta, si sono esibiti, con molta serietà, Pippo franco, con la ben pubblicizzata arte ritmica-epilettica la graziosa Minnie Minoprio ed una diva urlatrice dell’ultima ora di cui ,in questo momento non ricordiamo il nome.
Erano presenti i nomi più rappresentativi della nobiltà romana, dell’arte, del teatro, del Cinema, del Giornalismo e di notissimi portoghesi. Qualche nome: il prof. Arpad Fischer che nel salotti romani quasi sempre, trova i soliti brutti che vogliono diventare belli, il pittore dell’Universo, Antonello Rizza che cerca ispirazione, e gloria… C’era anche Angelo Litrico che non vuole più cilente di “alto fusto”, c’era Toni Santagata e cantanti In erba di tutte le età. Renato Morazzani soddisfattissimo, ha ringraziato tutti con un caldissimo “arrivederci”.
L’ “arrivederci”, a noi, – c’era anche il Conte Bartoli – che aspettavamo giù la sempre bella e gentile Diana Dei dell”indimenticabile Mario Riva, e l’ha dato con molta cordialità il sempre rispettebile cantante Umberto Bindi, lì sulla soglia del portone di Via Tevere al n.16, dove ha sede il più bel salotto artistico culturale di Renato Morazzani. – (ADM)
LE PITTRICI ANGELA SAPONE E TERESA SPINELLA ALL’APULIA” DI ROMA
732 – Prosegue con successo di critica e di pubblico la personale delle pittrici Angela Sapone e Teresa Spinella alla Galleria d’Arte “Apulia” in Roma, Via Apulia 2-6. La mostra si potrarrà fino al 17 corr.
IL PITTORE STRATISTA NELLO MORETI ALLA GALLERIA DEL BABUINO
733 – Roma (Ages) – Oggi, Lunedì 7 Maggio, alle ore 19, alla Galleria del Babuino, in Roma, Via del Babuino, 89, avrà luogo la inaugurazione della mostra personale del pittorestratista Nello Moretti .L’artista è stato presentato del critico Elio Mercuri. Nello Moretti esce fuori a vele spiegate da un certo troppo abusato conformismo con parole nuove e piene di significazione che si condensano poi in un suo personalissimo “stratismo”. E’ una mostra da visitare. Si protrarrà fino al giorno 22 maggio corrente.-

Ages 7 – 5- 79
Riflessioni Retrospettive sulla Mostra di Nello Moretti alla Galleria “Il Babuino“
Il 7 maggio 1979 alla Galleria il Babuino di Roma, un punto di riferimento per la promozione e l’esplorazione dell’arte contemporanea nella Capitale, la galleria ospitò la mostra personale del pittore stratista Nello Moretti, un evento che, a distanza di cinquant’anni, continua a stimolare riflessioni sulla sua rilevanza e sul ruolo dell’arte nella città di Roma.
Nello Moretti, pittore che si distinse per la sua capacità di superare le convenzioni artistiche, è noto per aver sviluppato la tecnica dello stratismo, un approccio pittorico caratterizzato dall’accumulo di strati di colore e materiale. Questo metodo non era solo una questione estetica, ma anche un mezzo per dare forma a un contenuto simbolico e concettuale, invitando lo spettatore a guardare oltre la superficie e ad immergersi nella complessità dell’opera.
La sua pittura stratista non si limitava a una semplice rappresentazione visiva, ma cercava di stimolare la riflessione, rendendo ogni opera un campo di tensione tra il visibile e l’invisibile.
La mostra inaugurata alla Galleria del Babuino fu una manifestazione di questo approccio, presentata al pubblico romano con il supporto del critico Elio Mercuri, una figura di spicco nella scena culturale dell’epoca. Mercuri, nella sua presentazione, sottolineò come l’arte di Moretti si ponesse in netta contrapposizione con il “troppo abusato conformismo” dell’arte contemporanea, affermando che l’artista si spingeva “a vele spiegate” verso un linguaggio nuovo e ricco di significato. Queste parole non solo ne lodavano l’originalità, ma ne evidenziavano la forza innovatrice, che cercava di svecchiare e sfidare le convenzioni artistiche del tempo.
Tuttavia, la pittura stratista di Moretti non era priva di complessità. Il suo approccio, che abbracciava l’accumulo e la sovrapposizione di strati, aveva la capacità di comunicare un senso di profondità e di suggestione, ma allo stesso tempo poneva delle questioni sulla leggibilità e sull’immediatezza dell’opera. Per molti spettatori e critici, la difficoltà di decodificare la sua pittura rappresentava una barriera; le opere, infatti, richiedevano uno sguardo attento e un impegno interpretativo per coglierne appieno il significato.
Il rischio, in questi casi, è che la forza comunicativa di un’opera si perda, sostituita da un senso di distanza e di enigmaticità.
Nonostante queste sfide, la mostra alla Galleria del Babuino fu un’opportunità per vedere in azione un linguaggio che sfidava le convenzioni e invitava a una nuova forma di lettura. La tecnica stratista di Moretti, che includeva l’uso di materiali eterogenei e l’adozione di metodi non tradizionali, produceva un effetto visivo che, al contempo, affascinava e interrogava.
Le sue opere, per la loro stessa natura, sembravano accogliere lo spettatore in un mondo in cui la realtà era stratificata, fatta di percorsi e connessioni che superavano il semplice piano visivo per toccare un livello più profondo di comprensione.
La presenza di Nello Moretti alla Galleria del Babuino e il suo approccio pittorico non erano solo un fatto isolato, ma si inserivano in un contesto più ampio di rinnovamento e di ricerca. A Roma, in quegli anni, il panorama artistico era vivo e in continua evoluzione, alimentato da un interesse crescente per l’arte che sfidava le norme e cercava di esprimere nuove visioni del mondo.
La Galleria del Babuino, con la sua capacità di selezionare e presentare artisti fuori dal comune, continuava a essere un punto di riferimento per un pubblico attento e curioso, desideroso di confrontarsi con le sfide e le innovazioni artistiche.
La scelta di Moretti come protagonista di una mostra personale si rivelò un’operazione di grande valore culturale, capace di stimolare il dialogo e la riflessione. La sua arte, con la sua capacità di stratificare il senso e di indurre una visione più profonda della realtà, invitava a una revisione del concetto di pittura come semplice rappresentazione, per abbracciare una visione in cui il processo stesso di creazione era parte integrante del significato dell’opera.
Ciò che Moretti riusciva a trasmettere attraverso la sua tecnica stratista era una narrazione visiva che si svelava solo a chi era disposto ad andare oltre la superficie, ad approfondire e a considerare l’arte come un dialogo tra l’autore e l’osservatore.
Oggi, cinquant’anni dopo, la mostra di Nello Moretti del 1979 è un’importante testimonianza di come la Galleria del Babuino abbia saputo interpretare e raccogliere le sfide artistiche e culturali del proprio tempo. Il suo impegno a promuovere artisti che si spingevano oltre le convenzioni ha lasciato un’eredità significativa, un esempio di come l’arte possa essere un motore di cambiamento e di riflessione.
Nello Moretti, con la sua pittura stratista, ci ha ricordato che l’arte non è solo un atto estetico, ma una pratica intellettuale e emotiva capace di spingere lo spettatore a confrontarsi con la complessità della realtà e con la propria percezione del mondo.
La Galleria del Babuino continua oggi a essere un simbolo di questa tradizione, ospitando e promuovendo artisti che, come Moretti, sanno guardare oltre il convenzionale e proporre una visione dell’arte che non smette di affascinare e interrogare. Con la sua capacità di saper raccontare e proporre storie artistiche di grande valore, la galleria rimane un punto di riferimento per chi cerca un’arte che sfida, ispira e provoca pensieri.