Ida Gerosa, pioniera dell'arte digitale - Galleria d'arte Il Babuino

Ida Gerosa, pioniera dell'arte digitale

ivano incitti

Ida Gerosa (1936-2022) è stata una pioniera italiana dell'arte digitale, tra le prime a utilizzare il computer come mezzo creativo


Dopo aver studiato arti figurative e psicologia, ha iniziato la carriera come grafica, designer e incisore, collaborando con studi d'arte e case di moda.

Negli anni Ottanta, affascinata dalle potenzialità tecnologiche, ha intrapreso un percorso rivoluzionario: lavorando con IBM a Roma, ha collaborato allo sviluppo di uno dei primi programmi di grafica digitale a colori. L'artista ha continuato le sue esplorazioni al CNR e, più tardi, con software avanzati come 3D Studio Max.

Le sue opere, lontane dal mero realismo, esplorano forme astratte che emergono da algoritmi complessi, aprendo a una dimensione visiva concettuale e sinestetica. Le sue creazioni sono state esposte in numerosi musei e gallerie internazionali, tra cui il Museo Pecci di Prato, la Biennale di San Paolo e il National Museum of Women in the Arts di Washington. Tra le opere di rilievo, spiccano installazioni iconiche a Roma, come le proiezioni sulle fontane di Trevi e dei Fiumi a Piazza Navona negli anni Novanta.

Ida Gerosa ha anche contribuito alla letteratura di settore con scritti sulla computer art, fra cui il libro Il pozzo dei desideri (1995), e ha fondato “Artnet-tentrA”, una delle prime piattaforme online italiane dedicate all'arte elettronica. Grazie alla sua innovazione, è stata soggetto di numerose tesi di laurea e ha aperto la strada verso nuove modalità espressive, suscitando un dibattito critico sulla tecnologia come linguaggio artistico  

Ida Gerosa, pioniera della computer art italiana, ha esposto le sue opere in un ampio numero di mostre in Italia e all'estero. La sua carriera espositiva ha incluso installazioni e proiezioni innovative in luoghi iconici di Roma come Piazza di Spagna e la Fontana di Trevi. Alcuni dei suoi lavori più celebri sono stati proiettati o esposti in musei importanti e festival internazionali, come la Biennale di San Paolo del 1994, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, e il Museo Pecci di Prato, dove alcune sue opere fanno parte delle collezioni permanenti

Oltre ai numerosi eventi in Italia, Gerosa ha anche partecipato a mostre e installazioni in città internazionali come New York, Parigi, Sydney e Fukui in Giappone. Tra le sue opere digitali più note vi sono Pozzo di cristallo , esposto a Roma nel 1998, e Dal volante , che è stata presentata alla Biennale di San Paolo  

La bibliografia critica su Ida Gerosa evidenzia il suo ruolo fondamentale come pioniere della computer art in Italia e il suo contributo innovativo all'arte digitale. Tra le sue principali pubblicazioni e contributi accademici si annoverano:

  1. Ida Gerosa ha un percorso artistico che si sviluppa tra le arti figurative tradizionali e le tecnologie digitali. Dopo aver studiato Psicologia e Arti Figurative presso l'Università “La Sapienza” di Roma e il Centro Statale Arti Ornamentali, concentra le sue ricerche sulla percezione visiva. La sua produzione iniziale include opere pittoriche e incisioni, come testimonia il libro Il discorrere delle cose (1978), una raccolta di poesie e acquatinte realizzata con Elio Filippo Accocca. Un'altra sua opera significativa di questo periodo è la “Via Crucis” per la chiesa di Tarquinia Lido.  
  2. Dal 1984, affascinata dalle possibilità della tecnologia, Gerosa esplora la computer art, partecipando ad uno stage di ricerca al Centro Scientifico IBM di Roma. Durante questo periodo collabora alla creazione di un innovativo programma grafico a colori e inizia a produrre opere digitali anche presso l'Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR. Il suo lavoro negli anni successivi si sviluppa utilizzando diversi strumenti avanzati, come il sistema Risc 6000 e il programma TDI della Thomson, fino all'uso di 3D Studio Max, programma di modellazione che adotta nel proprio studio dal 1998.
  3. Le sue opere sono esposte a livello internazionale in musei di prestigio, come il National Museum of Women in the Arts di Washington e il Museo Pecci di Prato, dove si trovano Pozzo di cristallo e Dal volante , due installazioni permanenti. La Treccani ne riconosce il valore innovativo, inserendola nel capitolo “Nuovi linguaggi” dell'Enciclopedia Italiana.   
  4. Ida Gerosa si distingue per la capacità di fondere arte e tecnologia in installazioni suggestive che sfruttano spazi pubblici e iconici. Tra queste spiccano le proiezioni su fontane storiche romane, come quella sulla Fontana di Trevi (1992) e sulla Fontana dei Fiumi a Piazza Navona (1996), così come l'installazione sulla scalinata di Trinità dei Monti nel 2008.
  5. Oltre a numerose numerose internazionali, Gerosa ha avuto un ruolo attivo nel contesto accademico: ventidue tesi di laurea in Italia analizzate hannoto il suo lavoro, e lei stessa ha tenuto conferenze in diverse università, contribuendo a diffondere la cultura della computer art. Inoltre, dal 1995 al 2001, ha curato la rubrica Arte informatica sulla rivista MCmicrocomputer e ha scritto per testate web come Amnesia Vivace , Non Solo Cinema , e Sguardo Contemporaneo , dimostrando un interesse costante per la divulgazione dell'arte digitale.       
  6. Gerosa fonda anche un giornale web per l'arte su Internet, “Artnet-tentrA”, che dal 1994 diventa un punto di riferimento per le nuove tendenze artistiche legate alla tecnologia.

Questa vasta produzione riflette l'influenza di Ida Gerosa sull'evoluzione della computer art e il suo impatto duraturo sulla ricerca artistica in Italia.

Torna al blog