Emilio Vedova al Forte di Bard
ivano incittiShare
Emilio Vedova al Forte di Bard: la pittura come esplosione vitale
Dal 30 novembre 2024 al 2 giugno 2025, il Forte di Bard in Valle d’Aosta ospita una retrospettiva dedicata a Emilio Vedova, una delle voci più potenti e anticonformiste dell’arte informale del Novecento.
Intitolata “Questa è pittura”, la mostra, curata da Gabriella Belli e promossa dall’Associazione Forte di Bard in collaborazione con 24 Ore Cultura e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, propone un percorso attraverso 31 opere emblematiche dell’artista veneziano, esplorandone il lato più puramente pittorico e gestuale.
Vedova non è solo un pittore; è un vulcano creativo, un’energia che si sprigiona sulla tela in un gioco incessante di tensione e liberazione.
La mostra, articolata in otto sezioni tematiche, propone un’immersione totale nella sua evoluzione artistica, mettendo in luce una produzione che non ha bisogno di mediazioni storiche o politiche per essere compresa, ma parla direttamente all’anima di chi la osserva.
Emilio Vedova: l’artista ribelle al Forte di Bard
Emilio Vedova è stato un visionario capace di trasformare la pittura in un linguaggio universale di protesta e rinascita. L’esposizione “Questa è pittura” al Forte di Bard, curata da Gabriella Belli, esplora questa dimensione, offrendo una panoramica sul percorso artistico del pittore veneziano. Con opere che spaziano dagli esordi agli iconici “Plurimi”, la mostra è un manifesto del legame tra espressione artistica e ribellione interiore.
Il gesto pittorico come lotta interiore
Al centro dell’opera di Vedova c’è il gesto: non semplicemente un movimento sulla tela, ma un atto di ribellione contro l’ordine stabilito. Vedova si oppone a ogni forma di staticità: le sue pennellate sono furiose, cariche di energia esplosiva, in un continuo dialogo tra caos e struttura. Questo gesto anarchico diventa simbolo di una visione politica e sociale che rifiuta l’omologazione, sfidando l’idea di un’arte decorativa e pacifica.
In opere come i Cicli della Protesta, Vedova cattura il tumulto del dopoguerra, traducendo sulla tela le tensioni di un mondo in frantumi. L’uso aggressivo del nero e dei colori contrastanti non rappresenta semplicemente il caos, ma ne incarna la trasformazione in energia creativa.
Innovazione spaziale: i “Plurimi”
Una delle innovazioni più radicali di Vedova sono i “Plurimi”, opere tridimensionali che sfidano le convenzioni pittoriche. Realizzati a partire dagli anni Sessanta, i Plurimi superano i confini della tela tradizionale, trasformandosi in installazioni che coinvolgono lo spazio e lo spettatore.
Queste opere rifiutano la bidimensionalità, diventando frammenti di un universo in continua evoluzione. La pittura non è più confinata a una superficie, ma si espande nello spazio, in una danza di forme e colori che invita il pubblico a esplorarle da ogni angolazione. I Plurimi incarnano il concetto di arte come esperienza immersiva e multisensoriale, prefigurando le tendenze installative contemporanee.

Il ribelle del colore e della forma
Vedova non si limita a innovare sul piano formale; la sua è una rivoluzione anche cromatica. Nei suoi Tondi, ad esempio, il cerchio diventa un campo di battaglia in cui i colori si scontrano e si fondono, generando un’energia centrifuga che sembra espandersi oltre i confini dell’opera stessa.
La scelta del cerchio non è casuale: questa forma, spesso associata alla perfezione, viene destrutturata da Vedova in un vortice di gesti e segni, ribaltando la simbologia tradizionale. I Tondi sono un esempio lampante di come Vedova utilizzi la pittura per interrogare e sfidare le convenzioni culturali e storiche.
La dimensione esistenziale
La ribellione di Vedova non è solo politica o estetica; è profondamente esistenziale. Le sue opere riflettono una ricerca incessante sul significato della vita e dell’arte. Vedova si confronta con la complessità dell’esperienza umana, traducendo in immagini le sue paure, speranze e contraddizioni.
Nella serie Plurimi/Binari, l’artista esplora il tema della frammentazione e della ricomposizione. Qui, il dialogo tra le superfici dipinte e i materiali industriali suggerisce una riflessione sulla modernità e sulle sue ambiguità: progresso e alienazione, creazione e distruzione.
Vedova e il Forte di Bard: un incontro simbolico
Il Forte di Bard, con la sua architettura austera e il suo passato storico, è la cornice ideale per questa retrospettiva. Come le opere di Vedova, anche il forte è un luogo di resistenza e memoria, dove passato e presente si incontrano. Le imponenti mura del forte amplificano l’energia delle opere, creando un dialogo tra spazio espositivo e contenuto artistico.
L’eredità di Vedova
L’arte di Vedova continua a influenzare generazioni di artisti e spettatori. La sua capacità di trasformare la pittura in un atto di ribellione e di introspezione lo rende una figura senza tempo, capace di parlare a epoche diverse. “Questa è pittura” non è solo una celebrazione della sua carriera, ma un invito a riscoprire la forza rivoluzionaria dell’arte.
Questa mostra rappresenta un’occasione unica per entrare in contatto con l’energia creativa di Emilio Vedova, un artista che ha fatto della ribellione un’arte e dell’arte una ribellione. Un viaggio che invita lo spettatore a riflettere sul significato della pittura e sul suo potere di trasformare la realtà.
Un atto di resistenza
Emilio Vedova non è mai stato un artista conforme. Le sue opere al Forte di Bard ci ricordano che l’arte è, prima di tutto, un atto di resistenza: contro l’omologazione, contro l’indifferenza, contro la superficialità. In un’epoca come la nostra, il messaggio di Vedova risuona con una forza ancora maggiore, invitandoci a riscoprire il potere dell’arte come strumento di cambiamento e introspezione.Informazioni pratiche
La mostra, aperta fino al 2 giugno 2025, offre ai visitatori un’esperienza unica, arricchita da un catalogo edito da 24 Ore Cultura, che approfondisce i temi e le opere esposte. Il Forte di Bard, con la sua architettura austera e maestosa, si rivela il palcoscenico perfetto per ospitare l’arte di Vedova, amplificandone la potenza visiva e simbolica.
Orari:
- Dal martedì al venerdì: 10.00 – 18.00
- Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 19.00
- Chiuso il lunedì
Biglietti:
Ingresso gratuito per minori di 18 anni e possessori di Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta.
Intero: 12 euro
Ridotto: 10 euro (over 65), 6 euro (19-25 anni)